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Leggevo questo articolo che vi riporto integralmente:

” Fumare aiuta la memoria. Questo il risultato di uno studio italiano che serve naturalmente non a incoraggiare al fumo ma a valutare le doti della nicotina come potenziale terapia per i deficit della memoria. La nicotina infatti è in grado di espandere le capacità della cosiddetta “memoria di lavoro”, limitando però alcuni processi legati alla scelta e all’avvio del movimento nel cervello umano. E’ quanto emerge da uno studio realizzato dall’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr) di Milano-Segrate in collaborazione con Alice Mado Proverbio, docente di Psicobiologia dell’Università di Milano-Bicocca. L’indagine è stata presentata a Washington, al Congresso mondiale della Society for Neuroscience. “I risultati confermano le scoperte della ricerca neurobiologica sui modelli animali, che evidenziano il ruolo cruciale della nicotina nel trattamento dei principali sintomi del Parkinson, come i disturbi della memoria e le discinesie motorie”, spiega Alberto Zani, ricercatore Ibfm-Cnr di Milano-Segrate. “In particolare, sono stati osservati un gruppo di non-fumatori e uno di giovani fumatori (7-20 sigarette per die), bilanciati dal punto di vista dello stato psicofisico e del livello culturale”. La sperimentazione si è svolta in più prove.

Finito di leggerlo mi è tornato in mente questo letto sullo stesso giornale:

“L’abitudine alla sigaretta fa perdere la memoria a breve termine, ossia il ricordo di piccoli e quotidiani dettagli. La scoperta arriva dalla Northumbria University che ha fatto un esperimento su 70 persone tra i 18 e 25 anni. Il risultato è che i fumatori arrivano a perdere fino a un terzo della memoria quotidiana. La buona notizia è che smettendo si riesce a recuperare il terreno perduto, almeno in parte. Nel test è stato chiesto ai partecipanti di ricordare piccoli dettagli: per esempio l’ordine di alcuni brani musicali ascoltati o alcune azioni compiute in momenti precisi. I fumatori ricordavano il 59% di queste attività, chi aveva smesso di fumare ne ricordava il 74%, chi invece non ha mai toccato una sigaretta arrivava all’81%.Il dottor Tom Heffernan, che ha guidato l’esperimento, ha detto: “Dato che ci sono più di 10 milioni di fumatori in Gran Bretagna e 45 milioni di fumatori negli Stati Uniti, è importante capire gli effetti del fumo sulle funzioni cognitive quotidiane, tra le quali la memoria fornisce un esempio perfetto“.

Al che mi è tornato in mente “If You Torture The Numbers Enough, They’ll Tell You What You Want To Hear” vecchio detto degli economisti americani ma probabilmente applicabile a tutto lo scibile. Una volta ogni scoperta era la panacea di tutti i mali (tabacco compreso) adesso è esattamente il contrario, quando scopriamo qualcosa che potenziamente fa male, fa male a tutto.

fonte

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