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Il tabacco Kentucky, da 200 anni la materia prima dei sigari Toscano, sarà utilizzato per produrre un tessuto del tutto unico e originale. Un procedimento che comincia col filare e tessere “fibre rare” (il vello di Lepre Patagonica) per poi impregnare il tessuto con il vapore sviluppato dal Kentucky e lasciarlo “lavorare” per circa 6 ore in una camera ermetica e satura. Il tessuto viene poi  ustionato da una fiamma che trapassa il tessuto per 0.5 secondi. Metodo, questo, che prima di ottenere il risultato finale, viene ripetuto per 3 cicli.

Il geniale creatore di questo tessuto è l’imprenditore vicentino, classe 1967 Giovanni Bonotto. Le sue note biografiche raccontano che è stato allievo di Umberto Eco al Dams di Bologna, ha imparato il mestiere lavorando a Nagoya con i maestri tessitori giapponesi e vivendo con gli allevatori della Patagonia. Oggi dirige con il fratello Lorenzo la ditta dei genitori Luigi e Nicla. Bonotto spa è una manifattura a ciclo produttivo verticale che conta circa 200 maestri artigiani.

Il nuovo tessuto è stato presentato all’ottantunesima edizione di Pitti Uomo cme parte del progetto la “Fabbrica Lenta”, un nuovo modello manifatturiero volto a rivalutare la cultura delle mani, dove l’obbiettivo è quello di produrre di meno ma a regola d’arte.

“Fabbrica Lenta” è un manifesto contro la standardizzazione industriale e la produzione in serie a basso costo. Oltre ai sigari Toscano sono stati scelti per essere protagonisti alcune tra le realtà manifatturiere più importanti del Made in Italy come Rigoni di Asiago, Caffè Illy, Gruppo Schneider, Domori e Amarone Masi.

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