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Lo avevamo già segnalato qualche mese or sono: l’Australia, dove già vige una legislazione antifumo fra le più severe, è diventata la prima nazione al mondo a imporre che sigarette e sigari siano venduti in pacchetti ‘deterrenti’, senza marca e di colore olivastro, il colore meno attraente secondo un’apposita ricerca, e coperti da immagini a forti tinte sui danni del fumo alla salute. Ma le multinazionali non stanno a guardare, dopo Philip Morris e British American Tobacco, Imperial Tobacco e’ il terzo colosso del settore a contestare in giudizio la legge introdotta un mese fa dal governo laburista australiano, che obbliga a confezionare le sigarette in pacchetti anonimi. Da dicembre 2012 l’Australia sara’ la prima nazione al mondo a imporre che sigarette e sigari siano venduti in pacchetti ‘deterrenti’, senza marca e di colore olivastro, il colore ritenuto meno attraente, e coperti da immagini a forti tinte sui danni del fumo alla salute. Da quando il piano e’ stato annunciato, ha incontrato la fiera opposizione delle compagnie del tabacco, che temono gli effetti di un precedente globale e contestano l’autorita’ del governo a rimuovere i marchi di fabbrica. Oggi Imperial Tobacco, che tra l’altro detiene il marchio Peter Stuyvesant registrato in Australia dal 1958, ha seguito l’esempio di British American Tobacco e chiedendo all’Alta Corte di pronunciarsi sulla validita’ ”di una normativa senza precedenti”. ”Se incontestate, le norme permetteranno al governo australiano di privare entita’ legali della proprieta’ intellettuale”, ha detto il direttore generale per l’Australia, Melvin Ruigrok. La Philip Morris ha gia’ presentato azione legale dal suo ufficio di Hong Kong, invocando il trattato bilaterale sugli investimenti e chiedendo risarcimenti di miliardi di dollari, per la perdita del marchio e di investimenti in Australia.

 

 

 

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