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La giunta direttiva del Barcellona ha deciso di proporre alla prossima assemblea dei soci, probabilmente a fine anno, l’introduzione di un divieto di fumare nel Camp Nou, riferisce oggi la stampa spagnola. «Vogliamo un Camp Nou senza fumo, perchè consapevoli dei valori della salute, dello sport, del rispetto e della protezione dei minori» ha spiegato il portavoce del club Toni Freixa. Fin d’ora la giunta blaugrana ha deciso di vietare di fumare nei corridoi interni coperti dello stadio del Barca. La misura entrerà in vigore sabato, per la partita di Liga contro il Getafe. «Per la prossima stagione, ha indicato Freixa, l’Assemblea voterà il divieto di fumare in tutto lo stadio».

Insomma, gli spagnoli fanno sul serio, dopo il divieto di fumo (uno tra i più restrittivi in Europa) entrato in vigore il primo gennaio (fino a poche settimane fa si poteva tranquillamente fumare nei locali pubblici iberici); un guaio per quei tifosi che per abbassare la tensione diventano ciminiere per 90 minuti.
Ciminiere come spesso si vedono nel resto degli stadi del mondo, Italia  compresa. E calcolando la sensibilità del Belpaese in materia antifumo (la legge Sirchia in vigore fu una delle prime e più avanzate in tutto il continente), non c’è da stupirsi che anche qui si potrebbe andare nella stessa direzione.

Io penso che tutti questi divieti siano esagerati, ben presto arriveranno a vietarci alcool, cibi, modi di vestire, ecc: vivremo in un mondo più sano ma anche molto più noioso.

Infondo come diceva Woody Allen: «Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana di più e in quella settimana pioverà a dirotto.»

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