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Una società produttrice di birra di Chico, in California, ha inventato un nuovo sistema di adeguamento della propria fabbrica, che renderà la sua bevanda un combustibile a base di etanolo di alta qualità. Tutto senza che gli appassionati della birra ne risentano. Il biocarburante verrà ricavato dallo scarto del lievito di birra.
La fabbrica in questione si chiama Sierra Nevada Brewing Co., che, in collaborazione con la E-Fuel Corporation, inizierà il sistema di test nel secondo trimestre di questo anno, con la speranze di passare alla produzione su più ampia scala di etanolo nel terzo trimestre.

Siamo in presenza di una grande novità per l’ambiente, ma anche per i nostri clienti che diventeranno energicamente indipendenti. Così annuncia la propria eco invenzione Ken Grossman, fondatore e presidente della Sierra Nevada Brewing Co. Attualmente, questa azienda rivende quasi 1,6 milioni di galloni (3,79 milioni di litri) di scarti chiamati “fondo del barile”, cioè lievito di birra non utilizzato, agli agricoltori locali che li utilizzano come mangimi lattiero-caseari. I rifiuti contengono tra il 5 e l’8% di alcool, compresi i lieviti e le sostanze nutritive sufficienti che consentono al sistema dell’etanolo di aumentare il livello di alcool fino al 15% per una migliore resa del carburante. Tom Quinn, co-fondatore ed amministratore delegato della società, conclude la presentazione della sua idea così: “la creazione dell’etanolo a partire da rifiuti organici è un ottimo esempio di come la MicroFueler può contribuire ad eliminare la nostra dipendenza dal petrolio. Questo è particolarmente vero se si considera riferito ai rifiuti degli americani che per il 50% finiscono nei prodotti agricoli di allevamento. Utilizzare i rifiuti combustibili nella vostra auto è sostenibile per l’ambiente e per il portafoglio, dato che, in questo modo, sarà possibile abbattere i prezzi alla pompa di benzina”.

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