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Un birrificio australiano ha per la prima volta creato una vera e propria birra spaziale. Cosa la rende spaziale? Il fatto che sia possibile consumarla in orbita, senza troppi problemi dovuti alla microgravità. Perchè creare una birra del genere? Lo spiega Jaron Mitchell, fondatore dell’azienda Four Pines Brewing Company che assieme alla Saber Astronautics Australia ha realizzato questa birra: “Ovunque gli esseri umani abbiano viaggiato nel corso della storia degli ultimi migliaia di anni, ci siamo sempre preoccupati di acqua, cibo, riparo e vestiti. In molti casi, la birra è l’interesse che viene subito dopo questi quattro”. La birra (scura), battezzata Vostok in onore del primo volo spaziale con equipaggio umano del 1961, ha messo alla prova le due aziende. Non è affatto facile, infatti, sviluppare una birra adatta al consumo nello spazio. Quando ci troviamo sulla Terra, siamo soggetti alla gravità del nostro pianeta, come è ben noto. Beviamo una birra, finisce nel nostro stomaco, e la gravità consente la separazione tra il liquido e l’anidride carbonica, che si espande e sale lungo il nostro esofago. Questo processo di separazione tra liquido e gas rende possibili le gare di rutti (quando si pensa che la scienza non sia di alcuna utilità, eccola che arriva…). Nello spazio, la questione è decisamente diversa: non si possono assumere bevande gassate perchè la microgravità non consente la separazione tra liquidi e gas. Ma il vostro corpo dovrà comunque liberarsi dell’anidride carbonica, facendovi percepire lo stimolo del rutto. Ma invece che ruttare soltanto gas, il risultato sarà quello che è stato definito “rutto liquido”, termine che lascia poco spazio all’immaginazione. Le due aziende australiane si sono quindi adoperate per risolvere questo problema, che di certo non è il solo: nello spazio, infatti, anche i gusti cambiano, e ciò che ci sembra saporito sulla Terra potrebbe non esserlo più una volta in orbita. “E’ un problema ben noto tra gli astronauti” dice Jason Held, direttore della Saber Astronautics Australia. “Più le persone stanno nello spazio, più il loro senso del gusto si ridurrà. Volevamo creare una birra buona da bene anche sulla Terra. Per cui l’idea è che si possa bene ovunque nell’universo”. La Vostok ha quindi un contenuto ridotto di anidride carbonica, ed è stata assaggiata durante un volo a zero-G nel 2010, vincendo la competizione con altre birre. La birra ha un sapore forte e un basso contenuto di gas, ed è possibile gustarla in orbita come sulla Terra.

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