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Il teatro della vicenda è il Casino Star City di Pyrmont in Australia, multato dalle autorità locali per aver servito ad un cliente una quantità di alcol eccessiva rispetto a quella consentita dalla legge. Secondo le norme in vigore i locali possono servire un massimo di 1 birra in un’ora; questo signore, impegnato in una partita a poker, si è bevuto circa 42 birre in meno di 18 ore.

Nessuno in apparenza si è accorto dello stato di ubriachezza dell’uomo; né i camerieri che lo hanno servito, né il personale addetto alla sala che ha dichiarato come i giocatori di poker, a differenza di quelli che si dilettano in altri giochi come la roulette, siano abilissimi a nascondere i loro stati emotivi o fisici.

 

Sembra infatti che l’uomo sia stato capace di dissimulare un comportamento assolutamente sobrio sia durante la partita, sia nei momenti di pausa, almeno fino alle 7 della mattina, quando lo stato di ubriachezza è stato rivelato da un malore. L’uomo è stato soccorso, ma il famoso casino ha ricevuto una multa di 10.000 $ per l’assenza dei controlli durante la partita; i tre camerieri, infatti, non hanno segnato le consumazioni del cliente e dopo l’avvicendamento per il cambio di turno, se ne sono perse le tracce.

La legge australiana è posta a tutela dei giocatori, in modo da non permettere a chi si trovi in uno stato mentale alterato di partecipare ai giochi, sia che si tratti del poker, sia che si tratti di altri giochi, come le slot machine maggiormente improntati al caso. Oltre la multa il casino ha deciso di licenziare i tre dipendenti ed ha diramato una nota nella quale si legge: “il giocatore in questione è un abile pokerista. Quest’uomo ci ha bluffato!”

 

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