Tag

, , , ,

Intervista al Brand Manager per l’Italia, Enrico Della Pietà, che racconta le strategie commerciali, di comunicazione e parla in anteprima del lancio del “Puro D’Oro”, una nuova linea di sigari 100% dominicani che rappresenta una svolta epocale nel mondo dei sigari

Probabilmente alla base di tutto c’è la voglia di sfida. Quella personale di Enrico Della Pietà, con una formazione in comunicazione e marketing, che ha accettato di mettersi in gioco in un mondo come quello del tabacco che gli era sconosciuto. Da due anni è lui l’uomo nuovo nel pianeta dei sigari in Italia.

Quella industriale di una marca di fama internazionale come Davidoff, che dopo vent’anni passati alla continua ricerca della perfezione di processo e di prodotto, si presenta oggi sul mercato con una nuova collezione di sigari 100% dominicani e che rappresentano una svolta epocale nel settore. Quella imprenditoriale di una realtà come Ita – International Tobacco Agency, che su Davidoff (e i suoi vari marchi) ha puntato davvero molto in questi anni detenendo la distribuzione in esclusiva e coltivandola con oltre 150 agenti e promoter sul territorio nazionale, percorsi di formazione mirata ed eventi dedicati. Ad Enrico Della Pietà, brand manager Davidoff per l’Italia abbiamo chiesto di tracciare una fotografia sull’evoluzione di questo marchio, sull’andamento del mercato e sulle strategie commerciali nel prossimo futuro.

Innanzitutto la domanda è d’obbligo: come va Davidoff in Italia?

Sembra retorico eppure è così: Davidoff è sempre sulla cresta dell’onda. Basti pensare che in momenti di crisi generale come questi, noi abbiamo registrato una crescita nel 2010 di circa il 10% con un 25% di nuovi clienti attivi. E’ la dimostrazione che la qualità paga.

Cosa distingue Davidoff dai suoi principali competitor?

L’ampia gamma di offerta, la forza di mantenere e incrementare la penetrazione del mercato, la capacità di soddisfare e gratificare sia la rete distributiva sia il consumatore finale. Noi abbiamo una grande presenza, siamo vicini ai nostri clienti e loro se ne rendono conto.

Come è strutturato il mercato italiano?

E’ un mercato molto particolare, con un grande numero di tabaccherie stratificate su tutto il territorio e molto diverse tra loro per dimensione, specializzazione, caratteristiche distintive. Noi siamo presenti con un centinaio di punti vendita specializzati e in altre 1500 rivendite più generalizzate. Siamo molto attenti alla cosiddetta filiera in modo che il cliente finale possa sempre riconoscersi e riconoscere la qualità Davidoff.

Qual è la sua strategia commerciale e promozionale?

Noi operiamo in modo molto analitico. Verifichiamo la domanda sulla base di indagini di mercato e sviluppiamo specifiche strategie commerciali che abbiano sempre come punto di rifermento la qualità e il valore del marchio. Stiamo lavorando anche per modernizzare e impiegare nuove soluzioni tecnologiche volte a velocizzare e migliorare il dialogo tra noi e la rete distributiva. Inoltre vogliamo dedicarci con grande attenzione al consumatore finale con eventi, degustazioni, momenti “emozionali” per dare sempre maggiore riconoscibilità al sigaro Davidoff quale oggetto dallo straordinario valore emotivo e di collocazione sociale.

E poi c’è grande attenzione all’aspetto formativo…

Esatto. Abbbiamo pensato di mettere a punto un progetto di formazione costante a tutta la struttura commerciale. Ho identificato due k-account, Nico Alunno e Arturo Ciullo, quali figure di riferimento, che sono in prima linea per questa attività coinvolgendo anche esperti del settore e lavorando affinché si possa promuovere una vera e propria cultura del sigaro. Questo ci permette di identificare dei rivenditori “ufficiali” specializzati, in grado di garantire una “customer experience” interamente votata al nostro consumatore.

Cosa significa essere brand manager in Italia di un marca così importante?

É sicuramente un grande onore. Ho la possibilità di gestire i migliori prodotti sul mercato sulla base di una leadership riconosciuta. Davidoff è un brand che manifesta qualità, prestigio, filosofia del saper vivere e inoltre, mi offrire l’opportunità di conoscere e condividere iniziative con tutte le aziende di alto profilo che sono sinergiche ai nostri prodotti. Sto puntando molto sulle politiche di partnership che ci consentiranno di migliorare sempre di più la percezione della qualità e la cultura di una marca come Davidoff.

Ma qual è la qualità distintiva di un sigaro Davidoff?

Il sigaro Davidoff è per antonomasia il sigaro perfetto. Noi controlliamo verticalmente tutta la filiera “dal seme alla cenere”. Siamo gli unici che riescono a utilizzare esclusivamente lavorazioni a mano, insieme a tecniche di controllo qualità completamente artigianali, che permettano di offrire a chiunque in qualunque parte del mondo la stessa costanza di prodotto garantita nel tempo.

E adesso arriva sul mercato la grande novità di “Puro d’oro”…

“Puro D’Oro” è la più grande novità Davidoff dell’ultimo decennio. Esattamente 10 anni dopo il lancio della celeberrima serie “Millennium Blend” e a distanza di vent’anni dall’avvio della produzione di sigari in Repubblica Dominicana, Davidoff si presenta con una svolta epocale: il “Puro D’Oro” è il primo sigaro realizzato esclusivamente con tabacchi e foglie di copertura provenienti dalla Repubblica Dominicana. Ci sono voluti dieci anni di ricerca e sperimentazione per arrivare a questo importantissimo traguardo.

Enrico Della Pietà

Dopo aver intrapreso la carriera universitaria in Scienze della Comunicazione a Padova è costretto a interrompere gli studi per seguire interessanti opportunità di lavoro che lo portano a spostarsi sia in Italia che all’estero. Inizialmente si occupa di studi e ricerche di mercato per poi specializzarsi nel marketing strategico e nella gestione di gruppi di lavoro. Segue con successo lo sviluppo commerciale di una realtà multinazionale con il Wall Street Institute, operando sia sul fronte italiano che estero per oltre cinque anni. Il passaggio alla Ita – International Tobacco Agency nel 2009 rappresenta una nuova sfida pronta per essere colta in un settore, quello del tabacco, ancora tutto da esplorare.

fonte

Annunci