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Dallo studio dei corpi mummificati dei nubiani (datati tra il 350 ed il 550 d.C.) si è trovata nelle ossa una notevole quantità di tetraciclina, un potente antibiotico scoperto e studiato solo dal 1928.

La tetraciclina si accumula nelle ossa, dando anche gravi problemi di sviluppo, infatti l’antibiotico non viene somministrato a bambini e donne gravide. Ossa contenenti alte dosi di tetraciclina diventano luminescenti se esposte a raggi UV. Dopo la morte la tetraciclina rimane nelle ossa e può essere rinvenuta anche dopo millenni.

Per caso questa popolazione deve essersi resa conto che la birra curava certe malattie (infezioni batteriche). Dalle analisi possiamo dedurre che i semi che usavano contenevano streptomiceti, i batteri (per noi innocui) che producono la tetraciclina. Fermentando questi semi venivano coltivati anche i batteri che producevano tetraciclina rilasciandola nella birra. Le colonie dorate dei batteri nella birra erano probabilmente considerate un qualcosa di divino (oro=divino) visto che conferivano alla birra proprietà curative. La gente quindi usava questa birra come una medicina e venivano curati anche i bambini, come dimostrano le ossa di un bambino di 4 anni.

Si pensa che questa tradizione di fermentare birra con streptomiceti in modo da renderla medicamentosa fosse una tradizione molto diffusa nel passato, ma che poi con le generazioni si sia persa nei secoli.

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