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Pubblicità illegale e cartellino rosso per le belle tifose olandesi. Un gruppo di 36 ragazze e’ stato espulso dal Soccer City Stadium di Johannesburg, dove ieri e’ andata in scena la sfida tra Olanda e Danimarca. La comitiva indossava i succinti abiti arancioni forniti dalla Bavaria, nota casa produttrice di birra.

La pubblicità ‘animata’, come riferisce il quotidiano sudafricano ‘The Star’, non è piaciuta alla Fifa. La federcalcio internazionale, infatti, tra i propri sponsor ha la Budweiser, brand concorrente di Bavaria. Sugli spalti durante il secondo tempo una quarantina di steward ha circondato le ragazze e le ha portate in un ufficio della Fifa dove la polizia le ha interrogate per sapere se lavorassero per la Bavaria. Dopo tre ore sono state rilasciate ma la polizia continuerà a interrogarle. “Ci hanno detto che stavamo facendo “ambush marketing“, ovvero pubblicità ad un prodotto che non rientra fra gli sponsor ufficiali di un evento, “ci hanno detto che è contro la legge sudafricana e che ci avrebbero arrestato e tenuto in carcere per sei mesi. Le ragazze piangevano“, dice una di loro. Un portavoce della compagnia olandese di birra ha condannato l’accaduto specificando che sulle maglie non c’era nessun “brand”. La Fifa, secondo il “The Star”, avrebbe ribattuto sottolineando che la marca in questione avrebbe una lunga tradizione di “ambush marketing” in occasione di eventi sportivi. Due delle trentasei giovani olandesi sono state arrestate e saranno processate martedì prossimo per il reato di pubblicità illegale. L’Aja ha definito il provvedimento “oltraggioso”.

Le due donne sono state poi liberate su cauzione. Intanto nel Paese cresce il malumore verso la onnipotente Fifa e oggi a Durban 3.000 persone hanno manifestato all’insegna di slogan come “un Mondiale per tutti” “La gente prima del profitto” e contro la “mafia” della Fifa, secondo i media online sudafricani. Alla marcia di protesta si sono uniti gli steward della sicurezza degli stadi che da domenica sono in sciopero denunciando di essere sottopagati dal datore di lavoro, la società privata Stallion ingaggiata dalla Fifa. Negli stadi di Johannesburg, Città del Capo, Port Elisabeth e Durban sono stati rimpiazzati da poliziotti. Secondo la stampa olandese citata dall’agenzia sudafricana Sapa, le due arrestate sono Barbara Castelein e Mirthe Nieuwpoort. Insieme a altre 34 ragazze, lunedì erano allo stadio di Soccer City per la partita Olanda-Danimarca. Biondissime e slanciate nel loro vestitino aderente di uno sgargiante arancione, il colore della nazionale olandese, erano state super fotografate, finendo su tutti i media del mondo. Il problema era appunto il vestitino arancione, sponsorizzato con una minuscola etichetta dalla birra olandese Bavaria. Le ferree leggi di marketing imposte dalla Fifa vietano qualunque pubblicità dentro gli stadi e nelle loro vicinanze a qualsiasi prodotto che non sia partner ufficiale della Federazione. Per la birra è l’americana Budweiser. Lunedì le ragazze erano state cacciate dallo stadio, trattenute per ore in un ufficio della Fifa dove erano state interrogate dalla polizia sudafricana. La federazione internazionale martedì ha negato che fossero state detenute e che intendesse denunciarle, annunciando invece una azione legale contro gli ignoti organizzatori dell’iniziativa.  Il colonnello di polizia Vishnu Naidooe ha detto che le due giovani donne potrebbero dover rispondere di tre capi di imputazione, fra cui aver violato la Legge sui marchi commerciali. Il governo olandese ha protestato. “Non siamo a conoscenza di nessuna legge sudafricana che consenta di tenere in detenzione persone perché indossano un abito arancione”, aveva detto martedì il portavoce Aad Meijer. Oggi il ministro degli Esteri Maxime Verhagen ha definito “oltraggiosi” gli arresti. “Gli arresti e le incriminazioni sono una reazione sproporzionata”, ha aggiunto. In Sudafrica la pubblicità illegale (‘ambush marketing’) è reato penale, e la legge in materia è applicata con particolare zelo in occasione dei Mondiali di calcio, per proteggere i diritti commerciali della Fifa. Una severità che si è già attirata critiche e proteste, soprattutto perché colpisce una fetta consistente dell’economia di sopravvivenza del Paese. Centinaia di venditori ambulanti di cibo e oggetti d’artigianato, tradizionale contorno delle partite di calcio in Sudafrica, si sono visti cacciare dai paraggi degli stadi.

fonte e (Adnkronos/Dpa)

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