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Parte II

Sono le nove e trentacinque del mattino a Spoltore, le signore imbellettate si preparano ad entrare in chiesa per la messa, mentre indomiti anziani giocano a carte nei tavoli all’aperto del vicino circolo.

La mia moto, parcheggiata ai limiti della zona pedonale mi aspetta, direzione Borgorose, il percorso è quasi totalmente autostradale ma devo dire ne vale veramente la pena per gli squarci di paesaggio che ti si aprono alla vista, fino all’uscita a Valle del salto corriamo in una vallata circondata da montagne che lasciano ogni tanto intravedere antichi Serravalle e costruzioni che dominavano la scena. Ma soprattutto  centoventi km di A25 uniscono due dei migliori birrifici d’Italia e quindi passiamo da Almond 22 a Spoltore a Birra del Borgo a Borgorose. Siamo al centro del parco naturale della Duchessa, anche dal casco si riesce a respirare l’aria fresca e incontaminata di questa vallata dove la produzione “industriale” più importante è proprio il micro birrificio (o dovrei dire i microbirrifici visto che Birra del Borgo adesso ne ha  costruito anche uno nuovo da affiancare al vecchio!)

Le birre di Leonardo Di Vincenzo sono state le mie prime esperienze di birre artigianali italiane, la Reale prima e la Keto report dopo, e praticamente tutti gli anni sono stato presente al Birra del Borgo Day. Nel frattempo è cresciuto così tanto da imporsi come realtà imprenditoriale del movimento birrario italiano assieme al Birrificio Baladin di Piozzo.

L’area allestita era molto affollata già verso le 12.00, dove ad aspettarci c’erano, oltre alla birra, i cestini di Open Baladin, i panini con la salsiccia, ecc. Molti però si erano attrezzati da casa, il pubblico era veramente etereogeno ed era possibile vedere un gruppo di pensionati accanto a ragazzi dividersi allegramente frittate e lasagne.

Ma la regina dell’evento doveva essere la birra e così è stato, 15 birre a disposizione, naturalmente tutte quelle del burrificio ospite più alcune guest star, da  segnalare la Karkadè di Moreno Ercolani, (nella foto)  birra molto beverina ed ottima per cominciare e una specialità portata apposta per me da Luigi di Opperbacco, cioè una Dieci e lode affumicata al Toscano Extravecchio, birra incredibile per complessità e retrogusti, una Burley vine di grande classe e equilibrio.

Di Birra del Borgo ho assaggiato una delle mie birre preferite la My Antonia realizzata da Leonardo Di Vincenzo in collaborazione con Sam Calagione della Dogfish Head , profumatissima, subito avvertiamo l’erbaceo, ma in bocca abbiamo agrumi ed un esplosione di fiori e luppolo. A seguire una Imperial Stout (birra a me sconosciuta) servita a pompa che mi ha rinfrancato dopo lo scatenarsi di un nubifragio (dovevo fare oltre 400 km in moto per il ritorno!) con il suo corpo e le note di caffè e cioccolato, unite ad un tono alcolico importante. Rimango un paio d’ore  a parlare con gli amici, anche per smaltire le birre bevute

e quando si sono fatte le 16.00 la pioggia mi lascia un momento di pausa e decido di approfittarne per tornare verso casa, la parte più monotona del viaggio con una lunghissima percorrenza autostradale ma il sapore di ottime birre in bocca.

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