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Birra fatta in casa? In America, patria dell’home brewing siamo andati oltre, e sono arrivati (anzi per meglio dire sono tornati) i moonshiners, distillatori di whisky di frodo. Stanno crescendo il numero delle microdistillerie  (oltre 200 nel corso degli ultimi due anni), ma la cultura del moonshining ha anche trovato la strada fra bi giovani che hanno scoperto il fascino, e le potenzialità economiche, del produrre distillati in casa secondo le migliori tradizioni derivanti dal proibizionismo.

Quanti siano questi  giovani c è difficile da dire, ma i rapporti di polizia dimostrano il numero crescente di studenti che alle feste universitarie vengono trovati con bottiglie piene di distillato casalingo. Più simile all’acquavite che al whisky vero e proprio, il liquore dei moonshiner è più semplice da produrre di qualsiasi altro distillato e finisce in bottiglia senza dover prima invecchiare nelle botti. Di recente la polizia è dovuta intervenire addirittura in una scuola media inferiore di Sparta in Tennessee, dove sono stati scoperti  produttori e consumatori dei quali il più grande non superava i 14 anni. Per celare la provenienza del liquore i giovani lo trasportavano in bottigliette d’acqua.

All’inizio del novecento negli USA c’erano oltre 14 mila distillerie, poi arrivò il proibizionismo e nel 1920 non ne rimaneva praticamente nessuna. Oggi le distillerie riconosciute ufficialmente da tutti gli stati dell’unione sono appena 13. Si associano nel Discus, il Distilled Spirit Council of the United States, una potentissima lobby nella quale si raccolgono ditte molto note come la Bacardi, la Pernod Ricard, la Moet Hennessy, la Remy Cointreau e aziende meno conosciute come la Diageo e la Brown-Forman Corporation.

Fino a pochi anni fa il Discus era riuscito a imporre l’applicazione strettissima del Whiskey Act, la legge del 1791 che rende illegale la produzione casalinga di liquore e l’ha trasformata in una tradizione relegata alle aree più remote dell’Unione.

Sarà infatti perché il movimento per la microbirrerie ha trasfromato in pratica accetabile a livello di massa la produzione di alcol casalingo, oppure perché la crisi economica ha determinato un rilassamento delle restrizioni  statali sulla nuova imprenditoria, fatto stà che negli Usa il numero  delle microdistillerie sta crescendo a vista d’occhio.

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