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Karma è un termine sanscrito (कर्म, traducibile come agire, azione) nelle filosofie orientali è il principio di causa-effetto, un principio di concatenazione secondo il quale ogni azione provoca una reazione, vincolando gli esseri senzienti al Saṃsāra (il ciclo di morti e rinascite).

Molti birrifici artigianali sono legati all’idea del fare del costruire, penso a Maltus faber per esempio, è il movimento dell’uomo che a contatto con la natura crea la fermentazione e la concatenzione degli ingredienti, attraverso il ciclo del tempo.

Tutto questo preambolo per parlare delle birre di Mario Cipraino da Alvignano (CE). Ho conosciuto questo birraio (allievo di Juri Ferri) ad una degustazione a Carridonia, avevo assaggiato una sua birra estrema (una birra alla zucca) ma mi era piaciuta molto, poi avevo conosciuto altre sue birre in varie occasioni e ho deciso di approfondire un poco il suo catalogo.

Partiamo dalla Radica, birra di un bel colore dorato, costruita su un mix di genziana, zenzero e liquirizia (a qualcuno sarà passato per la bocca un brivido d’amaro. Nel bicchiere si presenta con una schiuma compatta, al noso esplodono i luppoli e le spezie, mentre in bocca è molto beverina, con un corpo non troppo consistente con la genziana che ci sorregge, e un poco sovrasta, nel finale.

Che dire: una bella birra pulita, adatta anche a formaggi ed insaccati ed ad un sigaro prettamente campano come il Soldati.

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