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Ho conosciuto la cuoca di questo ristorante infiltrandomi nella cucina di un catering durante la cena di gala di Assisi Endurance, ho apprezzato la sua idea del sushi, la ricerca degli ingredienti e la sua curiosità verso il mondo del nuovo, delle possibilità molteplici di assaggio. Lei si chiama Chieko Sakai ed insieme al marito Lionel Denis Ciambelli gestisco questo particolare ristorante che è La freccia di cupido

TEL    075.6910321
strada ponte felcino-pontepattoli 06134
Localita’  villa pitignano

In realtà ero andato in questo locale a pranzo, durante una pausa della manifestazione a cui stavo partecipando, e mi ero dimenticato telefono e macchina fotografica, ma spero che bastino le parole a descrivere la cucina. Ho definito questo ristorante particolare, perché esternamente di giapponese non ha niente, si cucina infatti sia cucina italiana, sia pizza che pane fatto in casa (Lionel) e cucina giapponese tradizionale (niente fusion) che cucina Chieko, ma se in Umbria volete provare il vero sushi è questoil posto che mi sento di consigliare (e non i tanti cinesi riciclati).

Siamo nelle campagne attorno a Perugia, nei pressi della scuola di giornalismo, il ristorante situato accanto ad una pompa di benzina dell’Ip si presenta abbastanza anonimo, non è il ristorante stellato Michelin, ma non è nemmeno volontà dei suoi gestori esserlo, il vero snodo per loro è di fare una cucina tradizionale, fatta nel miglior modo possibile e con i giusti prezzi (non cercate bottiglie di vino da 100 euro non ce ne sono).

Mi hanno servito un antipasto di sushi, con tonno, spigola, salmone e uova di salmone, tutto molto semplice con wasabi preparato fresco e il gusto del pesce ad eseltarsi nel palato.

Poi il piatto forte l’udon che io non avevo mai mangiato, è un piatto molto bello anche esteticamente, delle tagliatelle bianche fatte a mano, cotte e lasciate freddare da inzuppare con le bacchette una ad una in una zuppa fatta con sesamo, salsa di soia, brodo fatto con pesce secco essicato e la possibilità di aggiungere a parte siso (una specie di salvia-basilico che si coltivano da soli non riuscendo a trovarlo in Italia), zenzero, porro e cetriolo.

La pasta neutra si insaporisce con la zuppa salata, regalandoci sensazioni intense e deliziose, con componenti balsamiche che si esaltano in note piccanti, è un piatto legegro e gustoso nella sua semplicità.

Per finire ho optato per una Tempura: calamari, gamberi, zucchine e siso fritti in una pastella croccante. (L’elemento più importante della tempura è legato alla temperatura, da una parte la pastella ghiacciata e dall’altra l’olio di girasole che deve raggiungere i 180°). Il risultato è croccante in maniera quasi irreale, anche la zucchina che normalmente si presenta leggermente morbida (e un poco viscida) qui mantiene forma e struttura.La salsa di servizio è la basa del brodo precedente con agiunta di zucchero e daicon grattugiato. Il gambero esalta la natura della salsa portandola in primo piano al primo morso ma facendosi trasportare al centro della scena appena cominciamo a masticarlo.Il totano normalmente neutro sprigiona sapori esplosivi in un gioco di croccantenza e consistenza molto interessanti. Il siso pastellato appare come una salvia fritta giapponese anche se in bocca ci ricorda molto di più il basilico.

Non ho preso il dolce perché ero pieno, ma soprattutto perché i dolci giapponesi praticamente non esistono (loro mangiano pasticceria francese!). Comunque concludendo esperienza ottima e ricevuta contenuta solo 22 euro.

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