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Il sigaro a cui si riferisce il titolo è l’Antico toscano, il prodotto più famoso della gamma Toscano, i distillati erano nell’ordine Caroni 82, Villa zarri 18 anni Tabacco toscano e Ardbeg 10.

Arrivavamo da una lunga cena (l’ho descritta nel post precedente) e sentivamo il bisogno di una pausa di relax, acceso il nostro sigaro secondo tutti i crismi (fiammifero lungo, accensione in mano), abbiamo tirato qualche boccata di fumo lasciando al nostro palato assorbire piacevolmente il gusto forte e deciso dell’Antico, in questo primo terzo le note sono di legna fresca e cioccolata, con delle punte di amaro che richiamano, più che la tavoletta, la fava.

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Il bicchiere  di Caroni era sul nostro tavolo e lo abbiamo portato delicatamente al naso facendoci deliziare daglia aromi di miele e frutta tropicale. Il rum Caroni nasce da una combinazione fortunata: la Distilleria Caroni di Trinidad viene messa in liquidazione. Le botti più vecchie, degli anni Ottanta, che servivano per tagliare i rum più giovani commercializzati da Caroni, si rendono improvvisamente disponibili. L’importatore decide di non tagliarli ma di imbottigliare questo prodotto così com’è, scelta felicissima e fortunata.

Il prodotto si sposa perfettamente con la prima parte del sigaro attenuando le note amare ed aprendo il palato che stava cominciando a soffrire l’astringenza dell’Antico.

In bocca adesso a fianco delle note legnose sopravvivono sentori di melassa e appare un terziario di fiori secchi.

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Arrivati al secondo terzo del sigaro il fumo si è fatto più pieno, si è evoluto verso note legnose più intense, l’amaro è praticamente scomparso, emerge lo stallatico e alcune note di sottobosco. Nel bicchiere per quello che è il cuore del sigaro avevamo il Villa Zarri 18 aromatizzato al Tabacco toscano.

Nasce da distillazione discontinua, da selezione di vini da Trebbiamo Toscano,  ed un lunghissimo affinamento in cantina;  ne sono state prodotte soltanto 2000, da una selezione speciale di brandy affinato 18 anni in confezione da mezzo litro, è ottenuto da una infusione di tabacco Kentucky nelle ultime settimane che sosta in botte. Il matrimonio fra sigaro e  distillato è conosciuto, ma ciò che distingue il Brandy di Villa Zarri è la potenza. Si percepisce al naso subito un leggero affumicato, un insieme di dolci aromi che mutuano la complessità del profumo di tabacco. Sul palato il Brandy è caldo all’ingresso, poi emergono sentori speziati e al finale  troviamo un’inattesa freschezza legata alla pungenza del tabacco.  Assieme al Antico Toscano il distillato  corrobora il palato e amplifica le profondità strutturali del sigaro.

L’ultima degustazione è da palati allenati, si incontrano la parte finale di un Antico, quella “ignorante”, con sentori di torba, di legna bruciata, di stallatico, estremamente ,e quello che può essere considerato il paradasso dei whisky torbati, l’Ardbeg  il prodotto in cui la torba è più evidente, anche se il corpo del whisky è fra i più delicati. Sigaro e distillato fanno un bellissimo connubio che ci accompagna allo spendimento del nostro amato sigaro

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