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Codice del Fumatore

Art I.  Il tabacco è un veleno

Art II. Tanto peggio.

Art III. Tra le altre  virtù del tabacco dà a colui che fuma una grandissima indulgenza di cui beneficia colui che non fuma. Effettivamente il fumatore non si lagna mai del fatto che, davanti a lui, altri non fumano.

Art IV. Voi avete tutto il diritto di dire ad un fumatore che egli fuma troppo. Ma solo se fuma tabacco vostro.

Sascha Guiltry

Il fumo nuoce gravemente alla salute, é verissimo ma forse non tutti sanno quanto…

In Europa, finché non giunseRichelieu a placare gli animi, e le casse dello stato, con una preziosa e molto redditizia tassa sul tabacco, i fumatori sono stati veramente martirizzati (non è un eufemismo). La prima persona che ha fumato un sigaro per le strade di una citta europea è stato, a Siviglia, un marinaio di Colombo, tal Rodrigo de Jerez. Adesso, per noi occidentali avvezzi a tutto, non è certo una novità veder fumare una persona per strada, ma dovete comprendere lo stupore che ebbero i sivigliani quando videro il loro concittadino sbuffare fumo dalla bocca. Fu imprigionato dall’inquisizione e condannato a dieci lunghi anni di reclusione per commerci con il demonio.

Ma Rodrigo de Jerez fu solo il primo martire di una lunga lista: Sir Walter Raliegh, esperto navigatore e abile stratega fu condannato a morte da Giacomo I Stuart per la perniciosa colpa di aver introdotto l’uso della pipa nella perfida Albione; Walter fu anche il primo condannato a morte a cui fu concessa l’ultimo desiderio, la sua testa rotolò nel ceppo con ancora la pipa in bocca (questa pipa è stata acquistata in seguito da Dunhill ed è esposta nell’omonimo museo). Ma la pena di morte non colpiva i fumatori solo in Inghilterra, anche la Turchia, apparentemente così conosciuta per i suoi notevoli fumatori, ha osteggiato a lungo le fumose pratiche; se si era fortunati, poteva succedere di essere condannati “solo” al taglio delle labbra o del naso. Ma siccome l’ingegno aiuta gli audaci proprio in Turchia si racconta questa storia:

Il sultano era fortemente contrario al fumo e puniva con la morte chiunque ne facesse uso, ma nel suo palazzo c’era un giardiniere tal Teryaky per cui la passione era più forte del divieto e si nascondeva nei luoghi più improbabili per soddisfare i suoi desideri; un giorno il sultano, passeggiando per i giardini reali scoprì il giardiniere sdraiato in una buca che fumava, la scorta del sultano immediatamente lo trasse in arresto ma, con un moto d’ingegno degno del nostro miglior Bertoldo, il giardiniere si proclamò innocente poiché la legge del sultano aveva valore sopra tutta la terra, ma non sotto. Il sultano, compiaciuto dalla prontezza del suo suddito, decise di lasciargli salva la vita.

Quindi, quando ci lamentiamo di essere ghettizzati da una legge, certo restrittiva, ma in fondo giusta; dovremmo pensarci un attimo.

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