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Il tabacco e l’amore si rassomiglian moltissimo

Troppo fa male, un poco non gusta nulla

(Anonimo)

Perché fumiamo? Questa è la domanda che ci  possiamo porre quando accendiamo il nostro sigaro.

Non c’è una spiegazione, o meglio non ce n’è una sola:

un antropologo direbbe che fumiamo per ottenere un incontro con il divino e non avrebbe tutti i torti: il pantheon delle nostre antiche divinità non fumava perché non conosceva il tabacco (anche se qualche divinità dell’Anatolia un po’ di canapa indiana…), ma i loro cugini atzechi erano dei grandi fumatori basti pensare che per i loro devoti le stelle cadenti erano le braci di un grande sigaro fumato dagli dei come per noi i fulmini erano la collera di Zeus. Ma abbiamo divagato fin troppo e quindi torniamo in media res: perché fumare dovrebbe permetterci di ottenere un qualche tipo di contatto con le divinità?

Se i nostri sigari fossero fatti con la Nicotina Rustica, che in Europa è stata usata quasi esclusivamente per il tabacco da fiuto, ma che gli indigeni americani fumavano nei riti religiosi, l’estasi forse sopraggiungerebbe anche per noi. Certamente rimane il fatto che il tabacco possiede tutto quello che serve a farlo considerare una pianta propria degli Dei: placa gli animi e si dissolve in cenere, fuoco e fumo simboli della carne e dell’anima dell’uomo (pensiamo all’incenso delle chiese e al suo valore metaforico).

Fumare il sigaro è avvicinarsi innanzitutto a se stessi, è un momento di intimità, divisibile anche con altri amici, ma rimane un momento di confidenza e di dialogo con il proprio Io interiore, e non sono forse gli dei stessi a dirci  “conosci te stesso” (Γνωθι Σεαυτον), come è scritto sul tempio dell’Oracolo di Delfi.

Forse realmente il sigaro ci avvicina al nostro Dio, specialmente se la pensiamo come Ann Sexton,

una delle più importanti poetesse americane,  che scriveva

God loafs around heven, whitout a shape,

But He would like to smoke His sigar

And bite his fingernails

Che suona pressappoco così, “Dio ozia in paradiso, senza forma, ma vorrebbe fumare il suo sigaro e mangiarsi le unghie”

Quale immagine migliore per riconciliarsi con le divinità.

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