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In un pomeriggio assolato di luglio entrerei in qualsiasi luogo ci sia l’aria condizionata, ma se l’occasione ci porta in quel di Mombaruzzo tanto meglio, specie se portremo visitare le distillerie Berta. L’edificio è moderno e solitario, fra Mombaruzzo e Casalotto con due tubi di distillazione in rame in bella mostra di sé. Entrando nell’atrio principale veniamo accolti da un ampio salone diviso in due da un corto muro sulla sinistra; le belle confezioni e le bottiglie di Berta fanno bella mostra di se sulle due vetrinette primo novecento e sulle mensole del primo ambiente, una porta sulla destra da negli uffici e una sulla sinistra porta ad una cantinetta. Nell’altro vano riempiono lo spazio tre tavoli: uno da biliardo, uno da degustazione e uno con sopra tutta la produzione Berta. Una porta a vetri sulla sinistra ci immette nella vecchia barricaia che nel frattempo è stata trasformata in un museo della distilleria, con vecchi alambicchi Berta ed alcuni provenienti da altre aziende, in fondo si apre il piccolo shop di vendita. Ma è scendendo al piano di sotto che si disvela la vera essenza dell’azienda, dove il distillatore in discontinuo lavora le vinaccie. Proprio le vinacce sono l’elemento che fa la differenza, grazie alla  conservazione  in contenitori di plastica alimentare da 225 litri; essi consentono di mantenerla sempre fresca e umida senza il contatto di aria o acqua che potrebbero deteriorarla, in questo modo è possibile distillare meglio e più a lungo. A domani per la seconda parte della visita!

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