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Progettata dagli architetti  Antonio Cantagallina di San Sepolcro e Bruni di Roma, che edificarono la Villa su un edificio precedente del quale rimaneva in piedi solamente il torrione centrale,  Villa  Magherini Graziani conobbe un  momento di alto degrado  a partire dalla seconda guerra mondiale, durante la quale fu occupata dalle truppe tedesche e saccheggiata. I lavori di recupero iniziarono negli anni ’80 quando il complesso venne acquistato dal comune di San Giustino e non sono ancora conclusi; è destinata a diventare un museo dell’agricoltura grazie alle campagne di scavo condotte nella vicina villa romana di “Colle Plinio”, della quale ospiterà i reperti. Dall’alto del terrazzo che si innalza al di sopra dell’alta valle del Tevere,  si gode di una bellissima vista, impreziosita per l’occasione da sottili fili di fumo. In questo angolo poco conosciuto di Val Tiberina abbiamo assisiti a due piccoli ma significativi eventi, da una parte la terza rappresentazione mondiale dell’atto unico “Il puzzo del Sigaro” piece spiritosa e interessante, ben recitata e che forse ci lancia un piccolo messaggio, in quest’epoca di perbenismo: un piccolo vizio, nella vita è giusto conservarlo poiché ci aiuta a vivere meglio. Immediatamente dopo abbiamo assisito all’inconsueto (diventato per me ormai consueto) incontro fra Birra e Sigari, ma questa è un ‘altra puntata

villa_graziani

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